Cosa significa il mio Nik? Mary è il mio nome preferito G è l'iniziale di un cognome 92 l'anno in cui sono nata
Group: ~ Studente Posts: 7579 Location: Se vi dico "la mia fantasia" va bene?
Status:
Nome: Mark
Cognome: Austin
Età: 18 anni
Provenienza: Londra
Capelli: biondi
Occhi: grigi
Carattere: Antipatico, egoista e narcisista. Guarda tutti dall'alto in basso. E' molto sicuro di sè, se vuole qualcosa, deve averla a tutti i costi. Snobba le persone che ritiene inferiori. Spesso anche i suoi parenti non lo sopportano. Inoltre è serio e calcolatore.
Descrizione fisica: Alto, magro, con arti e muscoli in generale molto tonici.
Ama: Fare ciò che vuole, avere tutto e subito. I suoi abiti e tutto il resto devono essere firmati, per essere degni di lui.
Odia: Dover seguire le regole e dipendere da altri. Ma soprattutto odia perdere.
Segni particolari: Molto, molto ricco.
Background: Suo padre è molto, molto, molto ricco. Lui, i sui genitori e suo fratello maggiore, abitano in una grande villa nei quartieri alti di Londra. Hanno a loro disposizione giardinieri, domestici, camerieri, cuochi, e chi più ne ha, più ne metta. Ha un cane, un Golden Retriever. Frequenta una scuola privata, e per raggiungerla usa la limousine. Guida la moto. I genitori non gli hanno mai fatto mancare nulla: lezioni di scherma, cavallo, nuoto, calcio, golf, baseball. Forse per questo è molto viziato. Nonostante anche il fratello abbia avuto gli stessi privilegi, non si è mai vantato, al contrario di Mark. Nella sua scuola, molte ragazze gli facevano il filo, ma lui non le hai mai calcolate. I suoi genitori lo hanno mandato in questa scuola per punizione, sperando di farlo cambiare almeno un pò.
Qualcosa luccicò nell'aria e finì rimbalzando sui gradini, tra i suoi piedi. Ian trasalì, colto di sorpresa, e guardò giù. Vide un oggetto piccolo, lucido, d'oro. Era un anello nobiliare da uomo. L'anello del Falco d'argento. Ian si voltò di scatto alla sua sinistra per trovare Guillaume de Ponthieu in piedi sui gradini della chiesa. Non l'aveva sentito arrivare. Il conte lo scrutò dall'altro, tetro, col volto duro. "Non farmene pentire" minacciò. Senza parole per rispondere, Ian raccolse l'anello e vide che la mano gli tremava. Non lo infilò al dito ma lo strinse nel pungo e lo circondò anche con l'altra mano. Portò entrambe al viso e vi premette contro le labbra, chiudendo gli occhi. Il tremito adesso lo aveva afferrato anche dentro e Ian sentì le lacrime pungere come aghi contre le pelpebre serrate. Non aveva più pensieri in testa: solo un tumulto confuso di sentimenti che lo stava sopraffacendo. "Alzati". Ponthieu aveva disceso i gradini per incamminarsi sulla terra battuta. "Va' a raccogliere le tue cose, se ne hai. Voglio andarmene da qui. Se ci sarà la luna, viaggeremo anche di notte". Ian riaprì gli occhi a quell'ordine secco, che però sapeva di perdono ed era il regalo più grande che avrebbe mai potuto ricevere. "Grazie" mormorò, con un nodo in gola che gli impediva di dire qualsiasi altra parola. Ponthieu si voltò indietro. "Non ti aspettare che io uccida il vitello grasso per il ritorno del figliol prodigo" ammonì. "L'avevo già fatto per un altro fratello che poi mi ha tradito, non ripeterò lo stesso errore". La voce vibrò sulle ultime frasi, e per la prima volta rivelò tra le righe stanchezza, dolore e angoscia. Ian capì che quei mesi non erano stati lunghi solo per lui. "Io non sono Jean e non sono nemmeno il diavolo" disse piano. Ponthieu tacque e distolse gli occhi, ma poi annuì lentamente. "Mettimi alla prova. Morirò piuttosto che mancare ancora alla tua fiducia" proseguì Ian e quella frase gli venne dal più profondo dell'animo. L'espressione dura abbandonò lentamente l'espressione di Ponthieu per lasciare spazio solo alla fatica di una lotta difficile, arrivata al suo epilogo. Il conte lasciò rilassare le spalle con un sospiro. "Andiamo a casa".
CITAZIONE
Percy: "Ah, Ministro, le ho detto che do le dimissioni?" Fred: "Hai fatto una battuta, Perce! Hai davvero fatto una battuta, Perce...l'ultima che ti avevo sentito fare era..." L'aria esplose[...] Poi sentì un grido lancinante che gli strappò le viscere, l'espressione di un dolore che nè le fiamme nè le maledizioni potevano provocare[...] Tre uomini con i capelli rossi erano a terra, vicini, nel punto in cui la parete era esplosa. "No...no...no!"urlò qualcuno "No! Fred! No!" Percy scuoteva il fratello, Ron era inginocchiato accanto a loro, e gli occhi di Fred li fissavano senza vederli, lo spettro dell'ultima risata ancora impresso sul volto. [...] "Percy" Harry vide le lacrime solcare lo strato di fuliggine sul viso di Ron, che afferrò il fratello più grande per le spalle e lo strattonò; ma Percy non si mosse "Percy, non puoi fare niente per lui! Dobbiamo..."
ex Xx_Miss Elric_xX E così il leone si innamorò dell'agnello, che agnello stupido, che leone pazzo e masochista...
Group: ~ Professore Posts: 9172 Location: dalla fantasia di Stephanie Meyer!^^
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ahhhhh! il mio figoneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee! però non faro troppo chiuso, ok?^^
"Dicono alcuni che finirà nel fuoco il mondo, altri nel ghiaccio. Del desiderio ho gustato quel poco che mi fa scegliere il fuoco. Ma se dovesse due vlte finire, so pure che cosa è odiare, e per la distruzione posso dire che anche il ghiaccio è terribile e può bastare" Robert Frost, Fuoco e Ghiaccio - Eclipse di Stephenie Meyer (riflettete e capirete che è vero...)